Tacete! Il nemico vi usa!

Non vedo iattura maggiore del continuare, in assenza di entrambi, al riempirsi la bocca di antifascismo e anticomunismo, due facce della stessa medaglia.

Una maniera per opporsi al sistema unico capitalista, facendone di fatto il gioco. Ignoranza, malafede, sciocca riproposizione fuori tempo di slogan e pregiudizi fanno si che si continui a dare del comunista/fascista a vanvera, o peggio, a comando e necessità altrui, arrivando all’assurdo di ricondurre ogni male a sole due fonti onnicomprensive.

Così, la UE diventa Sovietica o Nazista, Obama comunista e Trump fascista, persino Berlusconi fascista e Renzi Comunista, i centri sociali e le sentinelle in piedi, i 5 stelle e i leghisti, nessuno rimane escluso. Tutto e il suo contrario. Un appellativo buono per tutte le diatribe, perché inadatto a tutte. Categorie irripetibili, fuori storia e contesto, tenute in vita solo come spauracchio per una società che ne ha imparato solo le storture della propaganda e poco la lezione profonda. Il tutto, solo per dividere e ingannare, per non far chiamare le mostruosità attuali con il proprio nome: capitalismo, liberismo, mondialismo!

Lo stesso capitalismo che seppe infiltrare e piegare, seppur in maniera diversa, sia il fascismo che il comunismo. Lo stesso nemico che seppe infiltrare e utilizzare al suo scopo i suoi eredi d’Occidente. Lo stesso capitalismo multiforme che ancora li utilizza per demonizzare i suoi attuali nemici. Tutti, indistintamente, usando ora una sponda e ora un’altra, ma rimanendo sempre saldamente in sella. Lo stesso nemico che ancora ne utilizza i simboli e i richiami per creare consenso attorno ad entità, che lo useranno a proprio favore e ne saranno inevitabilmente funzionali.

Non si tratta di rinnegare il proprio credo o cancellare i verdetti della storia. Non si tratta di rinunciare a ristabilire le verità storiche. Tutt’altro. Si tratta di rinforzarne la necessità assoluta, ricollocandone il bisogno nel suo alveo naturale, evitando strumentalizzazioni e interpretazioni ideologiche. Favorirne la storicizzazione, consentendone la piena comprensione e accettazione. Si tratta, in definitiva, di vivere pienamente il presente, comprendendo e superando il passato: di avere piedi e testa sull’oggi. Il “qui ed ora” politico.

Se non capiamo che questi usano la nostra storia, le divisioni sociali, con capacità di trasformismo e mimetizzazione mai viste prima; che s’impossessano di simboli e credi, riscrivendo la storia e il presente, manovrando e contrapponendo, usando proprio le nostre fideistiche “certezze” e indotte credenze, per non essere mai riconosciuti e banditi per ciò che realmente hanno cagionato e di cui ancora sono causa.

Il passato non ritorna mai uguale a se stesso, mentre il presente non aspetta e il futuro appare incerto come non mai. Il ritorno alla patria, all’identità dei popoli e alla sovranità, alla giustizia sociale, saranno sempre una chimera, senza sottrarci anche al subdolo gioco del lessico politico. Un lessico che è sostanza. Oggi, più che mai. Anche in questo caso, dove le parole si sono scollegate dal loro significato originario, per assumerne di nuovi, fuorvianti se non ingannevoli.

Solo quando anche la parola “capitalismo” diventerà un insulto, uno spauracchio per i popoli, e gli saranno quindi addebitate le sue autentiche responsabilità, non più scaricabili e mimetizzabili, saremmo arrivati ad un punto minimo di reale coscienza per aspirare a cambiare qualcosa nel profondo e non dare solo un’altra sfumatura di colore a chi si presta a perpetuare l’esistente gabbia ideologica.

Siamo infine coscienti che questa riflessione attirerà molte critiche di puristi vari e sapientini della puntualizzazione storico ideologica, ma il fine del nostro ragionamento è volutamente provocatorio e volutamente non storico analitico. L’eventuale fastidio di costoro sarà sola la riprova che il discorso sta in piedi: si finisce per incanalare l’odio del popolo insofferente su falsi obiettivi per arrivare a indisturbati ad ottenere quelli del sistema.

 

L’immagine è di Maura Bathory.