L’amore ai tempi del colera virtuale

Da qualche anno a questa parte, complice un certo modus vivendi imitante una certa cultura progressista americanoide è tempo di scandali sessuali e vicende di letto che assurgono agli onori della cronaca, stante l’inconsistenza della loro stessa significatività. Se è vero che la storia è fatta anche di questo tipo di casus belli a tratti meramente gossippari ai quali si destina un’attenzione morbosa e moralisteggiante, è vero di riflesso che un problema serio in tema di relazioni sussista, oggi come in altre epoche: quello della fedeltà, pilastro dell’unione, base del rispetto, fattore di adesione al progetto del “due” e dell’”insieme”.
Tuttavia, chi di spada ferisce…

Donna, illustrazione di Paola Marinaccio

«Iniziava ad essere più distante. Fisicamente distante. Ho pensato fosse colpa del suo lavoro, forse diventato più pesante, perciò decisi di non infierire con le mie paranoie. Rimasi sorpresa per il suo improvviso interesse verso i social, vi trascorreva anche ore chiuso nel suo studio o in camera mentre io badavo ai ragazzi. Magari si distrae, pensai!Non avevo fatto i conti col mio essere moglie. Una moglie certe cose le percepisce nell’immediato. Misi un tappo a quelle sensazioni e andai avanti. EH NO! FERMI TUTTI!
Quelle sensazioni sono come un magma in azione costante, non c’è tappo che tenga! Iniziai a controllarlo, a monitorare anche i suoi piccoli gesti, anche quelli più insignificanti per vedere cosa fosse cambiato in lui, nel frattempo il suo attaccamento al PC, al cellulare, ai social, diventava sempre più morboso.
Un giorno decisi di rincasare prima del previsto e senza avvisare. Entrai come una ladra dalla finestra sul retro. Fui bravissima, nessun rumore. Non si sentiva nemmeno il respiro, forse perché per la paura non respiravo più. Nello studio non c’era, mi avvicinai alla nostra camera da letto, sapevo che qualsiasi cosa stesse succedendo in quella stanza, avrebbe cambiato la mia vita nel bene…o nel male.
L’immagine che mi trovai davanti fu devastante: mio marito si intratteneva in una video-chat erotica con un’altra donna conosciuta virtualmente. «Amore mio, non significa niente, tu sei mia moglie!». Rabbia e delusione erano così forti che non avevo la forza di parlare. Camminavo per la casa muovendomi come chi cammina nel fango fino alle ginocchia.
Lui continuava a seguirmi cercando di spiegarmi quanto quella cosa non avesse nessun significato, che era solo una sciocchezza virtuale e che non capiva il perché io me la stessi prendendo così tanto. Una sciocchezza? La rabbia diventava incontrollabile, i rumori erano ovattati e la sua voce fastidiosa. Smise di seguirmi quando iniziai a spaccare tutti gli oggetti che mi capitavano tra le mani.
I nostri figli erano da mia madre, uscii di casa sbattendo la porta e non vi tornai più».

La storia che racconta Anna (nome di fantasia), non è un unicum nel suo genere. Sono in molti, oggi, i “consumatori” del sesso virtuale, ambito in cui la fedeltà di declina in una veste nuova di difficile interpretazione persino per chi, ad esempio, la sussistenza del tassello “fedeltà coniugale”, deve valutarlo da professionista per decidere le sorti giuridiche delle unioni: addebito della separazione, assolvimento dei doveri coniugali, ecc. Non essendo però questo settore di nostra competenza, ci limitiamo ad esporre alcune analisi di tipo sociale del fenomeno e le loro implicazioni nella vita più intima, nell’anima dei protagonisti attivi e passivi.

Iniziamo subito col descrivere le cause del tradimento virtuale. Sono, infatti, varie le motivazioni che spingono una persona ad addentrarsi ed a portare avanti un tradimento virtuale. Alcuni di questi motivi possono essere:
1) la possibilità di agire in completo anonimato e quindi sfuggire al giudizio morale della società e meno rischi circa la segretezza del rapporto;
2)l’adrenalina offerta dalla fuga dalla realtà tipica del rapporto on-line, in tempi per altro di sempre più diffusi siti di incontri, scambismo, pornografia a portata di click;
3) il rapporto virtuale non sottintende obblighi emotivi e sentimentali con la persona dall’altra parte dello schermo e un’implicazione reale della persona: da un lato aiuta i timidi o i disfunzionali nella relazione, dall’altro distrugge gli aspetti più sani della corporeità “dell’affetto”, il bacio, l’abbraccio.

Secondo un articolo riportato da State of Mind, il giornale delle scienze psicologiche esiste un modello che spiega «i motivi che accompagnano un individuo a ricercare una relazione virtuale», è il modello AAA proposto da Cooper (2002). Secondo questo modello, una relazione online è basata su una buona accessibilità (A), data dal fatto che al giorno d’oggi è notevolmente più semplice procurarsi a poco prezzo apparecchi quali computer, smartphone o tablet; inoltre, una relazione online è affidabile (A) in quanto entrambi i membri si ritrovano nella medesima situazione, il che è probabile che porti a rispecchiarsi; infine, vige la regola dell’anonimato (A) (dall’articolo).

Accessibilità, affidabilità, anonimato.

Premesso ciò, ci addentriamo quindi nelle conseguenze di questo tipo di infedeltà, ritenuta ora più ora meno pericolosa della sua versione “ordinaria”.

Come il tradimento classico, invero, quello virtuale infligge profonde fratture, se non rotture, come nel caso di Anna riportato più sopra, all’interno della coppia. Chi subisce il tradimento viene improvvisamente investito da una marea di emozioni negative quali: sconforto, umiliazione, rabbia e persino odio. Viene a mancare il terreno sotto i piedi, crollano mille certezze. Da quel momento in poi, sarà sicuramente difficile, a volte impossibile, ritrovare la fiducia nel proprio partner. Quando ci sono i figli, spesso anche loro si sentono traditi.

Anche chi commette il tradimento, di contro, può subire traumi emotivi. Spesso può essere colto da sensi di colpa per aver ferito il partner, o da sentimenti di inadeguatezza nel momento in cui si diventa consapevoli che non si riuscirà a riconquistare la sua fiducia. Proprio per i motivi esposti e dopo attenta valutazione, molti ritengono opportuno rivolgersi ad un terapeuta che li aiuti a proseguire il cammino come coppia.

Volendo sintetizzare, il bisogno di sentirsi sessualmente attivi, l’incapacità di controllare il proprio impulso sessuale ma soprattutto la mancanza di rispetto e amore nei confronti dell’altro, la mancanza di adesione totale al progetto del “due”, al senso della vita che è insito nel compiersi come uomini/donne, mariti/mogli, padri/madri, sono elementi che conducono al tradimento. Virtuale e non, anche se oggi virtuale sembra più facile e sembrerebbe “meno tradimento”, anche se fa male uguale.

Eppure, e a prescindere dalla religiosità di una persona, che quando esistente dovrebbe costituire un ulteriore deterrente alla rinuncia alla sincerità dei rapporti, esiste un aspetto che dovrebbe essere considerato. La professoressa Margherita Hack ci da un’ottima indicazione: «Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo il paradiso». Nessun moralismo, ma concretezza e trasparenza nei principi. In fondo basterebbe applicare, in ogni tipo di relazione umana, una regola importantissima: fate agli altri ciò che volete gli altri facciano a voi. Oppure: non fate agli altri ciò che non volete gli altri non facciano a voi.

L’inganno – Poesia di Anna Achmatova

Ritratto della poetessa di Paola Marinaccio

Inganno

I
Il mattino è ubriaco di sole a primavera
e il terrazzo profuma denso di rose
il cielo, poi, splende più di una ceramica turchina.
Sul quaderno rivestito in cuoio morbido
leggo le stanze e le elegie
che ho scritto per mia nonna.

Vedo la strada fino al portone e le colonne
bianche sull’erba di smeraldo.
Oh, il mio cuore ama con dolcezza, cieco amore!
E mi rallegrano le aiuole colorate
l’alto grido del corvo nel cielo buio
perfino l’arco del sepolcro, in fondo al viale.

II
Soffia un vento afoso, di tempesta.
Il sole mi ha scottato sulle braccia,
sopra di me, la volta di questo cielo
è una vetrata di turchino,

i semprevivi profumano appena
nella treccia sfatta.
Sul tronco nodoso dell’abete
le formiche vanno in fila.

Lo stagno manda pigri bagliori argento,
la vita ha leggerezza tutta nuova…
Chi mi appare oggi in sogno,
sulla rete colorata dell’amaca?

III
Placida serata. Cala il vento piano piano,
una luce intensa mi richiama verso casa.
Provo a indovinare: “Tu chi sei?
Sei forse tu, il mio amato?”

Sul terrazzo c’è un profilo che conosco,
si ode appena un dialogo sommesso.
Non avevo finora mai provato
un tale incantevole languore.

A stormire inquieti i pioppi,
visitati da sogni di dolcezza.
Il cielo del colore dell’acciaio,
le stelle, scialbe, impallidite.

Porto un mazzetto di violaciocche bianche,
in loro brucia un fuoco indefinito
per lui che, ricevendole dalle mie mani timide,
ne sfiora il palmo intiepidito.

IV
Ho scritto parole che per tanto tempo
non ho osato pronunciare.
La testa mi fa un male sordo,
stranamente insensibile è il mio corpo.

Tace il corno da lontano,
gli stessi enigmi sempre dentro al cuore,
un leggero nevischio dell’autunno
è sceso a ricoprire il campo da croquet.

Stormire con le ultime foglie in sintonia!
Tormentarsi con gli ultimi pensieri.
Non volevo disturbarlo
abituato com’è lui a divertirsi.

Ho perdonato già alle labbra amate
il crudele loro scherzo.
Su, venite domani con la slitta.

Accenderanno le candele nel soggiorno,
brillano di giorno più soavi,
e porteranno un mazzo intero
di rose dalle serre.

Anna Achmatova
(1910)