Riscrivere i libri di testo per inventarsi una nuova felicità

Le notizie negative fanno sempre più scalpore di quelle positive, colpiscono nel profondo incidendo una linea dalla direzione irreversibile ed è forse per questo che i notiziari di ogni tipo le riportano volentieri (funzione più che masochistica, di depistaggio).

Come ad esempio, l’intervento del Ministro Fedeli sulla necessità di riscrivere i testi scolastici in linea con un linguaggio che non si dimostri offensivo nei confronti dell’immigrato. Dunque un linguaggio rispettoso.

Che determina l’obbligatorietà di censurare chi ne è in disaccordo, che decide la correttezza dell’esposizione di una frase, che stabilisce la verità, oltre il linguaggio, che anticipa la verità nella parola purché questa si prefigga di nascondere la prima.

Tutto questo mi fa venire in mente che, davvero, la gnosi non è mai scomparsa ed è destinata a restare latente, finché l’uomo se ne farà primo difensore, con la sua stessa banalissima presenza sulla terra, presenza fine a se stessa, simulacro della divinità.

Capisco che pretendere che il ministero dell’istruzione si interessi di gnosticismo sia troppo, perché, al di là delle “competenze” istituzionali, sulle quali non mi permetto di dire alcunché, credo che se ciò accadesse, si cadrebbe in un sonoro conflitto di interessi e non va affatto bene, visto quello che si proferisce…

Comunque, la gnosi rappresenta una forma di pensiero resistente, che preferisce la conoscenza mediata a quella evidente, che vuole a tutti i costi fare a meno di quel circuito obbligato che, dall’esistenza del singolo uomo fino alla creazione del mondo e della sua “gestione”, passa attraverso la mano di Dio.

Serve, come una lettura di ieri mi ha suggerito, qualcuno che “faccia da apripista”, che si prenda la briga di occuparsi del nuovo orizzonte e di assimilarvi i criteri del nuovo evoluzionismo, quali: la negazione della creazione divina, dell’identità sessuale, dell’appartenenza ad una Nazione; la trasformazione della bioetica in biodiritto (su tutto, vita morte, salute); l’apoteosi dell’immigrato, che è necessariamente buono e portatore di un messaggio salvifico addirittura per l’economia dell’intero Paese, e insieme pioniere di una nuova storiografia politicamente, eticamente, demagogicamente corretta e incensurabile.

Il Ministro Fedeli, nella sua consapevole e astuta ignoranza, funge da apripista: mi ricorda tanto quel libro di Acquaviva dal titolo Il ministero della Felicità” che ad un certo punto, recita cosi: «L’opinione del potere, cioè del Partito dei Partiti, del governo, del parlamento, della magistratura, è la verità, altre verità fuori di queste non ne sono previste. La verità è quella che qui nel ministero produciamo ogni giorno……Quanto è fuori è soltanto falsità, per definizione e per necessità».

 

 

 

La foto in alto è di Alfonsa Cirrincione.

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